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Michele Cantatore

 Michele Cantatore - Life and works

 

     Michele Cantatore was the maestro di cappella — orchestra leader — at the Ruvo di Puglia cathedral for over 50 years, and also played the organ in several churches in that town, maintaining close contacts with the SS Redentore — the Church of the Redeemer in Venice — where he was a member of a singing group for many years. His desire was to educate, through music, to the quest for and the manifestation of one’s faith through music, embodying not just the role of a distinguished Maestro of music, but above all a Maestro of life.

     He was born in Trani on 9th April 1919 to a peasant family from Ruvo, and experienced the privations of postwar Italy throughout his childhood and adolescence, exacerbated by an unsuccessful operation for a congenital cataract condition when he was one year old, which left him almost totally blind.  Following the death of his mother, he was sent to live with an aunt in Ruvo, where he had the opportunity to explore his natural aptitude for performing liturgical music in the town's churches, demonstrating an exceptional talent for musical memory and intonation, and a remarkable inclination for learning. The pastor Don Gioacchino De Palo was struck by the boy's abilities and enrolled him at the Vittorio Emanuele II boarding school in Florence to attend vocational classes that would be useful to him in the world of employment for the blind (such as basket weaving and other manual activities). However, his aptitude for study was so apparent that Michele instead attended classes in general culture and music, and was taught by teachers who took his situation to heart.

     His three years' stay in Florence was the making of him; it instilled in him a particular partiality for art and culture. On his return to Ruvo, he began working as a liturgical organist and surrounded himself with singers that he chose among ordinary local people: peasant farmers and craftsmen with whom he held music and choral singing classes, ensuring everyone had a copy of the score and was able to follow the notes of the melody. Making copies for every singer was not an easy task in the 1960s: they all had to be copied out by hand. He achieved this by dictating the original copy to his wife and daughters, who reproduced the required number of copies of each arrangement. 

     He moved to Padua in the 1960s to pursue his studies and improve himself, and studied the organ under Amadeo Boccardo. He later studied polyphonic music at the G. Cini Foundation, a branch of the Benedetto Marcello Conservatory of Venice on the island of San Giorgio Maggiore, under the distinguished guidance of Pellegrino Ernetti, a Benedictine monk who was the first chair of Polyphonic Music. He was awarded a diploma in Polyphonic Music, and attended other advanced classes in Gregorian chant whilst he remained in Venice.

     With the benefit of these studies and being a devout Christian, he returned to his home town and devoted himself to teaching music at the diocesan seminary of Bitonto and other courses in music established by the regional authorities; he inspired generations of young people with a taste for music and singing, many of whom later became well-known professional singers: Angelo Anselmi, Nicola Bucci, Rino Campanale, Giovanni Mazzone, Gino Sparapano and others. Together with the priest Don Mario Jurilli and Professor Raffaele Camerino, he founded the Santa Cecilia Schola Cantorum in Ruvo, where his esteemed instruction in choral training was aimed at students of all ages, who were often invited to participate in liturgical and lay recitations.

     His profound faith inspired by the sincere values of the Gospel led maestro Cantatore to compose a number of musical works for worship or inspired by holy themes. He wrote his music initially in Braille, and although he used only a rudimentary machine, "his blind eyes seemed to see a light that turned into the Gregorian-style evocative harmonies that were his prayer and the prayer of everyone, for everyone". He then dictated his compositions to family members who wrote them down, and later employed a succession of professional music writers, such as Maestro Basilio Giandonato, director of the music school and leader of the town's band.

     In addition to three masses dedicated to the Holy Family, the third of which he wrote in Italian, Michele Cantatore also composed several oratorios, including La Resurrezione di Lazzaro (the Resurrection of Lazarus,) songs dedicated to the Virgin Mary, a Salve Regina for voice and organ, motets and hymns for various religious festivals (including the Hymn to San Biagio, protector of the town of Ruvo di Puglia, which is performed at official celebrations,) Inno alla Pietà (Hymn for Mercy) for choir and organ, and Aprite le porte a Cristo (Open your Doors to Christ) dedicated to Pope John Paul II.

     His masses for choir and organ include the pastoral mass, In nativitate Domini, and he also composed the theatrical work 8 Gennaio (8th of January,) the story of the popular uprising that led to Ruvo Town Hall being burnt down on 8 January 1894.

     Michele Cantatore died peacefully on 5 October 2005, comforted by his faith, which provided guidance and inspiration throughout his life.

Michele Cantatore

Biografia ed opere

 

     Michele Cantatore è stato maestro di cappella per oltre cinquant’anni nella Cattedrale di Ruvo di Puglia e organista in diverse chiese della città, in particolare  al Santissimo Redentore dove ha seguito per anni un gruppo corale. Ha sempre voluto educare, attraverso la musica, alla ricerca e alla manifestazione della propria fede, ricoprendo così non soltanto il ruolo di raffinato maestro di musica, ma anche quello di maestro di vita.

Nato a Trani il 9 aprile 1919 da una famiglia contadina ruvese, trascorse un’infanzia ed un’adolescenza difficili sia per le condizioni di vita del primo dopoguerra, ma anche e soprattutto per un intervento di cataratta congenita che, effettuato ad un anno di età, lo privò quasi totalmente della vista. Dopo la morte della madre fu affidato ad una zia ed ebbe modo, frequentando le chiese di Ruvo, di esprimere la sua naturale predisposizione ad eseguire brani di musica liturgica mostrando doti eccezionali di memoria musicale, intonazione e propensione all’apprendimento. Il canonico don Gioacchino De Palo, colpito dalle qualità del ragazzo, lo iscrisse al convitto “Vittorio Emanuele II” di Firenze perché frequentasse corsi professionali utili all’inserimento lavorativo dei non vedenti (intrecciare canestri e altre attività manuali). Tuttavia la sua predisposizione agli studi era talmente manifesta che Michele seguì lezioni di Cultura generale e di Musica impartite da insegnanti che ne presero a cuore le sorti.

     I tre anni di permanenza a Firenze lo plasmarono e gli fecero acquisire una passione per l’arte e la cultura. Tornato a Ruvo, iniziò la sua attività di organista liturgico circondandosi di cantori scelti tra gente semplice: contadini e artigiani cui impartiva lezioni di musica e di canto corale provvedendo a che ciascuno avesse gli spartiti. Realizzare le copie per ciascun cantore non era cosa facile negli anni ’60: bisognava necessariamente realizzarle a mano. Così la prima copia era dettata alla moglie e alle figlie che provvedevano alla riproduzione di ciascuna nel numero necessario.  

L’esigenza di approfondire e perfezionare gli studi lo spinse a trasferirsi a Padova per studiare organo con Amedeo Boccardo. In seguito studiò Musica Prepolifonica presso la Fondazione “G. Cini”, sull’isola di San Giorgio Maggiore, sezione staccata del Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, sotto l’autorevole guida del benedettino Pellegrino Ernetti, primo titolare della suddetta cattedra. Conseguì così il diploma e seguì, sempre a Venezia, corsi di perfezionamento in Canto Gregoriano.

     Forte di questa preparazione e di una religiosità profondamente cristiana, tornò nella sua città. Si dedicò all’insegnamento della Musica presso il Seminario diocesano di Bitonto e in altri corsi ad indirizzo musicale istituiti dalla Regione, alimentando l’amore per la musica e il canto corale in diverse generazioni di giovani, diventati poi affermati professionisti nel settore, tra i quali Angelo Anselmi, Nicola Bucci, Rino Campanale, Giovanni Mazzone, Gino Sparapano ed altri. Insieme al canonico don Mario Jurilli e a Raffaele Camerino fondò a Ruvo la Schola Cantorum “Santa Cecilia”, la cui apprezzata attività di formazione corale era rivolta ad allievi di ogni età, invitati spesso a partecipare a manifestazioni liturgiche e laiche.

     L’ispirazione ai valori autentici del Vangelo lo portò a comporre in ambito liturgico e, comunque, sacro. La prima stesura avveniva in braille e, mentre scriveva con una rudimentale macchinetta, “i suoi occhi di cieco sembrava vedessero la luce che si trasformava in suggestive armonie in stile gregoriano che erano la sua preghiera e la preghiera di tutti e per tutti”. Successivamente queste composizioni erano dettate alle scrivane di famiglia mentre, in tempi più recenti, la necessità di una scrittura musicale più curata ha visto l’avvicendarsi di professionisti tra cui Basilio Giandonato, direttore della scuola di musica e della banda comunale.

     Michele Cantatore ha scritto tre Messe dedicate alla Sacra Famiglia: quest’ultima, in italiano. Ha composto Oratori – fra cui La Resurrezione di Lazzaro – un Salve Regina e canti dedicati alla Vergine, mottetti e inni per varie festività, tra cui l’Inno a San Biagio, protettore della città di Ruvo di Puglia, eseguito durante le celebrazioni ufficiali, e  l’Inno alla Pietà. Aprite le porte a Cristo è dedicato a Giovanni Paolo II.

Fra le Messe per coro ed organo ricordiamo la Messa pastorale In nativitate Domini.

     Ha composto anche l’opera teatrale 8 Gennaio, ispirata alla rivolta popolare che portò all’incendio del Municipio di Ruvo l’8 gennaio 1894.

     Michele Cantatore si spegneva con serenità il 5 ottobre del 2005, munito dei conforti religiosi che per tutta la vita lo avevano guidato e ispirato.

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